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NEWS & EVENTI


LA MACCHINA AD ACQUA ESISTE, ORA BISOGNA PRODURLA
Dopo Eolo, la macchina ad aria compressa mai entrata in produzione, ecco dal Giappone l'ennesima dimostrazione della possibilità concreta di utilizzare risorse rinnovabili, e non inquinanti, per garantire la mobilità: è la macchina ad acqua. Presentato ad Osaka, il prototipo è equipaggiato con un motore in grado di marciare per 1 ora, alla velocità di 80 km/h, utilizzando qualsiasi tipo d'acqua (di rubinetto, mare o fiume). L'aspetto molto interessante è costituito dal fatto che la macchina non ha bisogno di infrastrutture per la ricarica, come avviene invece, per esempio, per le macchine elettriche o in un futuro piuttosto lontano per le auto ad idrogeno. Infatti, basta versare l'acqua dentro il serbatoio collegato ad un generatore, che la scompone e la utilizza per creare energia in grado di far girare il motore. Ma il problema resta sempre lo stesso: se le case automobilistiche non si interessano al brevetto, chi potrà usare le automobili?
da www.educambiente.tv
Osaka, 14 Giugno 2008

LE NOSTRE RESPONSABILITA' PER L'EFFETTO SERRA
Sull'ultimo numero della rivista Nature un gruppo di scienziati ha definitivamente tolto ogni dubbio sulle responsabilità dell'uomo e dell'attuale modello di sviluppo nell'innalzamento delle temperature causate dall'effetto serra. In un archivio corredato dalla descrizione di oltre 30.000 anomalie climatiche che "inchiodano" l'uomo alle sue responsabilità, i ricercatori ci raccontano come siano mutati gli ambienti naturali tra il 1975 e il 2005 (un tempo brevissimo), e come queste metamorfosi troppo rapide siano riconducibili all'aumento medio di 1 grado causato dall'effetto serra. "con questo primo studio non è possibile invocare le naturali oscillazioni del sistema climatico per giustificarlo». Mutamenti di questa portata, in tempi così brevi, non hanno precedenti nelle ultime centinaia di migliaia di anni. L’uomo e l’aumento esponenziale dei gas serra prodotti con un modello di sviluppo basato sullo sfruttamento indiscriminato delle risorse e l'utilizzo dei combustibili fossili come fonte primaria di energia emergono come i fattori che più di ogni altra causa naturale di breve periodo (attività vulcanica, variazioni della radiazione solare, eccetera) possono aver provocato tutto ciò.
da www.educambiente.tv
New York, 19 Maggio 2008

I MINISTRI DEL G8 SI IMPEGNANO PER ABBASSARE LE EMISSIONI DI CARBONIO
I ministri di Scienza e Tecnologia del G8, ad una riunione svoltasi il 15 giugno in Giappone, si sono impegnati ad aumentare i finanziamenti per la ricerca per consentire un'economia a bassa emissione di carbonio. "Ci siamo impegnati ad aumentare gli investimenti per la R&S [ricerca e sviluppo] sia di base che applicata nei settori dell'ambiente e dell'energia pulita, e a promuoverne la commercializzazione, anche mediante il finanziamento pubblico diretto e le misure fiscali atte a incoraggiare gli investimenti nel settore privato", si legge nel documento di sintesi della presidenza. La discussione si è concentrata su tre temi: come arrivare a una società a bassa emissione di carbonio grazie alla cooperazione internazionale nella ricerca; la cooperazione scientifica e tecnologica con i paesi in via di sviluppo; le risorse per la cooperazione nella ricerca e sviluppo. Riguardo al primo punto, i ministri hanno sottolineato il ruolo fondamentale che ricerca, tecnologia e innovazione debbono svolgere per affrontare con successo le sfide ambientali e della sicurezza energetica.
da www.molecularlab.it

RACCOLTA DIFFERENZIATA DELL'ALLUMINIO UTILE E IN CRESCITA
Il Cial (Consorzio Imballaggi Allumino) ha reso noti i dati relativi alla raccolta e al riciclo di alluminio nel nostro paese: nel 2007 sono state recuperate 43.000 tonnellate di imballaggi in alluminio (lattine, componentistica, oggetti, ecc), pari al 59% del consumo. Di queste, 38.600 tonnellate sono state riciclate, evitando l'emissione di 400.000 tonnellate di CO2 e assicurando un risparmio energetico pari a 144.000 TEP (tonnellate equivalenti di petrolio). Un risultato importante che evidenzia ancora una volta la convenienza non solo "ambientale" ma anche economica della raccolta differenziata, una buona pratica che garantisce rispetto per l'ambiente, risparmio energetico (ben il 95% di risparmio rispetto alla produzione di alluminio "nuovo") e indipendenza nella fase di produzione. Oggi la raccolta differenziata dell'alluminio, che ha visto un incremento del 15% nell'ultimo biennio, coinvolge oltre 36 milioni di cittadini e 260 operatori convenzionati in 4.000 Comuni italiani.
da www.educambiente.tv
Milano, 2 Maggio 2008

AEREI INQUINANTI: LA UE LANCIA IL PROGETTO "CLEAN SKY"
Un volo andata e ritorno Londra - New York inquina Come un impianto di riscaldamento medio tenuto in funzione un anno intero: purtroppo, è facile calcolare quanto inquinamento producano, di conseguenza, i 10 milioni di voli che attraversano ogni anno i cieli europei. Il rapporto diffuso dall'Agenzia Europea per l'Ambiente parla chiaro: dal 1990 al 2005 le emissioni di CO2 causate dai soli voli nazionali nei 15 stati della zona euro sono aumentate del 44%, e addirittura del 73% se si considerano tutti i voli europei. Alla grave situazione ambientale provocata da voli che spesso trasportano poche persone, si aggiungono i chilometri in più (una media di 50) effettuati per errori umani o carenze nei controlli, che comportano un ulteriore rilascio di inquinanti in atmosfera pari a quasi 5 milioni di tonnellate. Le previsioni sull'aumento del traffico aereo da qui al 2020 parlano di un aumento del 4,5% annuo, che tradotto in cifre significa l'emissione di 284 milioni di tonnellate di CO2 riversate nei nostri cieli. Quasi sconsolato il commento dell'Agenzia Europea: "C'è bisogno di fare molto ma sta accadendo troppo poco". Ritardi e contraddizioni si spiegano con la complessità del problema. Un piano politico per limitare l'inquinamento dei cieli esiste da anni e dovrebbe entrare in vigore dal 2012: le compagnie aeree in arrivo o in partenza dalla Ue dovranno limitare le emissioni ai livelli del 2004-2006 e dovranno entrare almeno in parte nel cosiddetto "mercato dei permessi", che già si applica ad altre industrie, secondo il principio "chi inquina, paga". Purtroppo però la quota prevista è limitata al 10%, a causa appunto delle innumerevoli complicazioni legate al mantenimento di equilibri soprattutto economici. Il maggior progetto di ricerca della Ue, appena lanciato, porta il nome "Clean Sky" e coinvolge 54 industrie di 16 paesi. Il costo di 1,6 miliardi di Euro sarà finanziato al 50% dalla Comunità Europea, e avrà il compito di sviluppare progetti di aerei "ad ala intelligente" o realizzati con materiali superleggeri, con due principali obiettivi: dimezzare CO2 e ridurre l'emissione degli ossidi di azoto.
da www.educambiente.tv

ECO PACKAGING
L'imballaggio dei prodotti rappresenta una delle principali cause della produzione dei rifiuti, con conseguente problema di smaltimento (discarica, incenerimento). In ambito marketing l'imballaggio/confezionamento è conosciuto con il termine "packaging" ed è una delle principali leve del marketing. L'aspetto della confezione di un prodotto gioca un ruolo importante nella decisione di acquisto d'impulso ma, come già detto, costituisce anche un problema sociale a valle del processo di consumo. Il ciclo di vita del packaging è sempre corto: dopo pochi giorni diventa un rifiuto solido urbano. Per eco-packaging si intende il rispetto dei criteri di sostenibilità finalizzati a ridurre gli aspetti negativi del confezionamento. Possiamo delineare tre diverse strade di eco-sostenibilità per il packaging: imballaggi con materiale biodegradabile (il tipico esempio di materia biodegradabile è la bioplastica. Esiste già ma costa dieci volte di più della plastica tradizionale), confezioni con materiale riciclato (è il caso del vetro, del cartone, dell'alluminio), confenzioni meno ingombranti(una confezione ridotta al minimo indispensabile evita d'ingrossare inutilmente la discarica vicino casa, attualmente non esistono regole o standard qualitativi sull'entità del confezionamento).
da www.ecoage.it

DAL 31 MARZO AL 3 APRILE - BRUXELLES: WIND ENEGRY EXHIBITION
Bruxelles: European Wind Energy Conference & Exhibition dal 31 marzo al 3 aprile. La conferenza europea sull'energia eolica, organizzata dall'Associazione europea dell'energia eolica (EWEA), sara' incentrata sulle recenti proposte legislative per dimostrare perche' l'obiettivo del 20% di energia rinnovabile e' un'opportunita' unica per l'Europa. (ANSA).
Fonte: ansa.it

OPERAZIONE 'VERDE' PER 14 COLOSSI DISTRIBUZIONE
BRUXELLES - Le grandi catene di distribuzione europee sono decise a seguire la strada dell'efficienza energetica e delle energie rinnovabili. Ben 14 colossi della distribuzione si sono infatti impegnati in modo concreto a raggiungere gli obiettivi fissati da Bruxelles: 20% di efficienza energetica e 20% di energie rinnovabili. Le compagnie Ahold, Asda / Wal-Mart, C & A, Carrefour Group, Delhaize Group, DSG international, El Corte Inglés, H&M, IKEA, Inditex, Kingfisher, Marks & Spencer, Metro Group, Tesco si impegnano ''a ridurre il consumo energetico per metro quadrato dei locali commerciali di un minimo del 20% entro il 2020, valore comparato ai livelli dell'anno base di riferimento'', hanno riferito in un comunicato. Energie rinnovabili ed efficienza energetica sono realta' gia' presenti in alcune grosse catene di distribuzione europee, che si dicono decise ad assumere un impegno sul terreno per ridurre le emissioni di CO2.
Fonte: ansa.it

RADDOPPIO DEL FOTOVOLTAICO IN ITALIA
Nel solo 2007 sono stati messi in esercizio in Italia oltre 4.700 impianti fotovoltaici per una potenza di 51 MW. Significa una crescita del 500% in un anno e più del raddoppio di quanto finora era presente sul nostro territorio. Anno decisivo in Italia visto che la potenza installata e', per la prima volta, a doppia cifra. Nel 2006, infatti, eravamo al 9,4 MW mentre nel 2007 si e' arrivati a una potenza di 51 MW. I dati del Gse (Gestore servizi elettrici) riferiscono che, nel 2007, sono stati messi in esercizio 4003 impianti per una potenza di 49,054 MW. Per il nuovo conto energia gli impianti in rete sono stati 2.164 per una potenza di 11,354 MW. In totale fanno 6.167 impianti. Se limitiamo i dati all'anno solare 2007 abbiamo: 50,972 MW e 4.775 impianti in esercizio, cioe' una media di circa 400 impianti al mese. Nel 2007, di questi 4.775 impianti, 770 sono stati realizzati in Lombardia che e' la regione in testa alla classifica dell' installato del fotovoltaico con una potenza, sempre nello scorso anno, pari a 5,3 MW, cioe' una quota di poco superiore al 10% del totale annuale. Nella classifica regionale seguono Emilia Romagna, Veneto, Piemonte, Toscana, Lazio e spicca la Puglia, prima tra le regioni meridionali.
Fonte: ansa.it

FINE DEL PETROLIO PIU' VICINA
Le riserve di petrolio finiranno prima del previsto. A sostenerlo è un gruppo di scienziati riuniti nell'Oil Depletion Analysis Centre di Londra, una società di studi britannica che esamina l'esaurimento delle risorse petrolifere. Il recente rapporto del centro studi britannico ha contestato le cifre ottimistiche e rassicuranti pubblicate nel rapporto annuale "Statistical Review of Word Energy" dagli esperti delle compagnie petrolifere, in base al quale le riserve attuali di petrolio sono sufficienti a garantire almeno altri 40 anni ai ritmi attuali di consumo. Gli scienziati di Londra contestano questa previsione, ipotizzando il raggiungimento del picco petrolifero nei prossimi quattro anni e un successivo incremento dei prezzi del greggio a innescare la recessione su scala mondiale. Secondo il professor Colin Campbell, direttore dell'Oil Depletion Centre, il picco petrolifero del petrolio "leggero", più economicamente estraibile, è stato già raggiunto nel 2005. Per il petrolio "pesante", le cui riserve sono più in profondità nel sottosuolo, il picco sarà invece raggiunto nel 2011. Oltrepassato il punto di massima produzione l'estrazione annuale di barili (oggi 85 miliardi di barili/giorno) sarà destinata a decrescere e i prezzi ad aumentare. Le compagnie petrolifere negano lo scenario prospettato dagli esperti dell'Oil Depletion. Va però ricordato che queste ultime fino a pochi anni fa erano riluttanti ad ammettere l'esistenza stessa dell'effetto serra e del cambiamento climatico.
Fonte: www.ecoage.it

BIOCARBURANTI USATI IN AEREO PER LA PRIMA VOLTA
Per la prima volta un'aereo di linea Boeing 747 ha utilizzato biocarburanti come propellente. L'esperimento è stato effettuato senza passeggeri a bordo dalla compagnia Virgin Atlantic dall'aeroporto londinese di Heathrow ad Amsterdam. Il biocarburante, ricavato da noci di cocco e mescolato con il kerosene, ha alimentato i motori dell'aeroplano per un'ora e mezza. La compagnia aerea fondata dal miliardario britannico Richard Branson ha inaugurato con i biocarburanti l'iniziativa un ambizioso programma di medio-lungo periodo finalizzato ad eliminare progressivamente l'uso degli idrocarburi nelle tratte aeree. Con l'occasione viene ribadito dalla stessa Virgin che le noci di cocco utilizzate per produrre biocarburante non sono destinate al mercato alimentare, bensì a quello industriale della cosmetica e della carta. Quindi non hanno alcun impatto sul prezzo dei beni nei mercati agroalimentari. D'altro canto, i critici obiettano che la crescente redditività delle agroenergie non mancherà di modificare la il mix delle colture mondiali a favore delle biomasse, inducendo pertanto un rialzo generalizzato dei prezzi. Entrambi i punti di vista sono teoricamente validi. Alla radice di tutto resta da risolvere il problema di un petrolio in via di esaurimento che lascia in eredità forti conseguenze ambientali sul pianete. Pur non essendo l'unica soluzione, i biocarburanti possono contribuire alla differenziazione del mix energetico e all'abbattimento delle emissioni CO2. La scelta operata dalla compagnia aerea Virgin è ambiziosa e storica. Secondo le previsioni entro il 2010 il biocarburante sarà introdotto stabilmente nei voli di linea.
Fonte: www.ecoage.it

E' TEMPO DI URAGANI IN EUROPA?
L'anno scorso era Kiril, quest'anno è la depressione Emma a sferzare l'Europa con venti fortissimi e piogge torrenziali. L'uragano "Emma" si è manifestato con rovesci torrenziali e raffiche di vento che hanno soffiato fino ai 220 km orari e hanno provocato 14 vittime, oltre a danni materiali ingenti. Germania, Austria, Polonia e Repubblica ceca le zone più colpite dalla furia devastatrice del vento, mentre Olanda, Belgio, Francia, Ungheria e Romania portano ancora i segni di allagamenti ed edifici danneggiati. Dovunque si è assistito al desolante bollettino di auto schiacciate dalla caduta di alberi, tratte ferroviarie interrotte, voli annullati e black-out elettrici su vaste zone. In Germania il vento ha soffiato fino ai 220 Km/h sul monte Wendelstein, nelle Alpi bavaresi, fino a 190 Km/h nelle Alpi austriache e fino ai 140 Km/h nella Repubblica ceca. Interessati dai venti anche Paesi Bassi, Belgio, Francia, Ungheria e Romania. Di contro si deve registrare ancora una volta uno degli inverni più secchi e dalle temperature più miti degli ultimi anni.
Fonte: www.ecoage.it

2007 ANNO RECORD PER LE RINNOVABILI NEGLI USA
Gli Stati Uniti d'America archiviano una forte crescita nelle energie rinnovabili. Il dato emerge dal “Renewable 2007 Global Status Report” secondo cui l'industria eolica statunitense ha oltrepassato nel 2007 i 17 GW di potenza installata negli impianti eolici, circa un terzo dell'intera produzione mondiale di energia dal vento. Economia americana in recessione e petrolio alle stelle sono i principali fattori determinanti della nuova 'corsa alle rinnovabili'. Il caro-petrolio spinge in alto il prezzo dell'energia, avvantaggiando tutte le fonti di energia (rinnovabili e non). Nel corso del 2007 gli Stati Uniti hanno investito 10 miliardi di dollari nelle fonti rinnovabili, attirando negli investimenti anche di rischio grazie al nuovo corso governativo tracciato da Washington a favore delle energie alternative. Oltre all'eolico gli USA mostrano di credere nei biocarburanti con l'obiettivo di produrne 135 miliardi di litri entro il 2022. Seppure in minima parte rispetto all'eolico anche il fotovoltaico evidenzia una forte crescita sui mercati americani. La corsa 'green' americana si presenta più vicina a una corsa in borsa che a un impegno ecologista ma ben venga così. Conferisce ulteriore concretezza alle energie rinnovabili. Il caro-petrolio spinge la politica alla diversificazione e i mercati alla produzione delle energie alternative che in una fase di recessione contribuiscono anche ad aumentare l'occupazione americana oltre che ridurre l'impatto sull'effetto serra.
Fonte: www.ecoage.it

COMMISSIONE DEFINISCE PROGETTI PER AFFRONTARE I CAMBIAMENTI CLIMATICI
La Commissione europea ha adottato un ambizioso pacchetto di proposte inteso ad aiutare l"Unione europea a mantenere gli impegni assunti in materia di cambiamenti climatici e ad affrontare le questioni relative alla sicurezza energetica. I documenti illustrano in termini concreti il modo in cui l"Unione europea raggiungerà i suoi obiettivi concordati dai leader dell"UE lo scorso anno. Tali obiettivi prevedono la riduzione delle emissioni di gas serra del 20%, rispetto ai livelli del 1990, l'incremento dell"efficienza energetica del 20%, e la garanzia del 20% di energia rinnovabile sul consumo energetico complessivo, e tutto questo entro il 2020. Il pacchetto contiene un sistema aggiornato di scambio delle quote di emissione; obiettivi nazionali specifici e vincolanti intesi alla riduzione delle emissioni di gas serra in ogni Stato membro; un nuovo approccio al fine di adattare gli obiettivi in materia di energia rinnovabile, sempre seguendo un"impostazione paese per paese; un piano inteso a promuovere le tecnologie di cattura e stoccaggio del carbonio; nuove norme in materia di aiuti di Stato per le misure di protezione ambientale.
Fonte: Cordis

PROGETTO UE CHIEDE L'INTRODUZIONE DELL'ENERGIA DELL'IDROGENO NEL SETTORE DEI TRASPORTI
Un progetto di ricerca finanziato dall'Unione europea ha rilevato che l'introduzione dell'idrogeno nel sistema energetico potrebbe ridurre il consumo complessivo di petrolio da parte del settore del trasporto su strada del 40% da qui al 2050. Il 25 febbraio il progetto HyWays ha pubblicato la sua «Tabella di marcia europea per l"energia dell"idrogeno», redatta da partner del progetto provenienti dal mondo industriale, da istituti di ricerca e da agenzie di governo di 10 paesi europei. L"obiettivo è accelerare lo sviluppo delle tecnologie delle celle a combustibile e dell"idrogeno, in modo tale che, riducendo il loro tempo di commercializzazione da due a cinque anni, sia possibile immetterle in commercio tra il 2010 e il 2020. La tabella di marcia del progetto HyWays rileva che una rapida introduzione della tecnologia dell"idrogeno nel settore del trasporto stradale contribuirà considerevolmente alla riduzione delle emissioni di CO2.
Fonte: Cordis

TRENO AD IDROGENO NEGLI USA
Negli Stati Uniti viene portato avanti il progetto di realizzazione della prima locomotrice a idrogeno della storia Il treno a idrogeno funziona senza rete elettrica e senza combustibili fossili. Il generatore è collocato nella locomotrice ed è in grado di produrre l'energia necessaria per muovere il treno. L'impatto ambientale del locomotore è praticamente nullo, essendo le emissioni residue emesse nell'atmosfera dall'idrogeno soltanto del semplice vapore acqueo. Tra le applicazioni utili offerte dal treno a idrogeno merita d'essere sottolineata quella di generatore mobile di energia elettrica da spostare nei luoghi di bisogno tramite la rete ferroviaria in caso di emergenza o per ragioni di protezione civile.
www.ecoage.it

LE AUTO DEL PRINCIPE CARLO SONO ALIMENTATE AD OLIO DI CUCINA
Il Principe Carlo viaggia su automobili alimentate con olio di cucina usato. Il Principe ha infatti modificato l'alimentazione delle sue automobili interamente a biodiesel. Questa è solo una delle iniziative ecologiste del Principe Carlo che è infatti uno dei sostenitori della battaglia contro i mutamenti climatici, a sostegno della riduzione delle emissioni di gas serra.

CINA: STOP ALLE BUSTE DI PLASTICA GRATIS
Da giugno 2008, i negozi cinesi non potranno più distribuire buste di plastica gratis. Lo ha stabilito il governo di Pechino, in una delle misure prese per cercare di bloccare i danni all'ambiente provocati da oltre due decenni di una crescita economica prepotente quanto disordinata. Dal primo giugno i cinesi che vorranno usare le buste di plastica fornite dai negozi dovranno pagarle, ma il governo sostiene che incoraggerà l'uso di buste fatte con altri materiali. Si calcola che in Cina ogni giorno vengano usati tre miliardi di buste di plastica. Sempre a partire da giugno, sarà proibito portare le buste su tutti i mezzi di trasporto pubblici. Le organizzazioni ambientaliste internazionali, come Greenpeace, hanno plaudito alla decisione poichè le buste sono la principale fonte di inquinamento "bianco",
perché possono essere facilmente strappate in pezzi ed essere buttate via».
da www.ambiente.it

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